Pensieri…
Ho iniziato a leggere e a guardare il mondo attraverso la lente di un imperatore vissuto nel 121 (😳 quasi 2000 anni fa!!!!), Marco Aurelio. Mi parlarono di questo libro qualche anno fa, e da allora era, come tanti altri, nella mia lista "to read" in Goodreads.
A proposito, se vuoi vedere cosa sto leggendo in questo periodo nella mia vita, quello che vorrei leggere e quello che mi sono lasciato indietro, con anche le stelline che quei libri che hanno valso per me, ti lascio il link: https://www.goodreads.com/user/show/93177529-samuele-gerli
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Tornando a Marco Aurelio, fin dalle prime pagine, i primi “Pensieri”, mi rendo conto che ci sono delle cose che non cambiano mai.
In pratica, nel libro descrive cose che ha imparato da qualcuno, nel senso che cita in primis “persona X” (tipo “Da Apollonio:) e poi elenca le cose che ha imparato. In particolare, mi ha molto colpito una frase: "…la sopportazione della gente comune e che opina senza aver meditato".
L'ultimo libro che avevo appena finito era di Gustave Le Bon, "Psicologia delle masse", un libro di oltre 100 anni nel quale analizzava e parlava delle folle, dicendo chiaramente che non hanno capacità critiche e di ragionamento, sebbene le persone prese singolarmente siano persone un minimo erudite, come avvocati o gente che ha studiato.
Eccolo qui…
A maggior ragione, con la possibilità che i social ci danno oggi, sfogare le nostre frustazioni insieme alla massa, lasciando un commento scritto solo sulla base delle emozioni (perché magari in quel momento siamo nervosi per altro, che so, per la macchinetta del caffè che non funziona), rimanendo impuniti.
Nascosti dietro al profilo digitale, ci sentiamo tutelati a sparare a zero! Cosa che mai faremmo se fossimo faccia a faccia con qualcuno o da soli, senza una folla che ci protegge!
Per questo motivo odio il social, perché è il campo dove giocano gli adulti frustrati, scontenti della loro vita e che trovano campo vergine per scrivere opinioni non richieste o per “haterare” gente che sta cercando di lavorare online, come veramente tanti, per citarne anche solo uno.
E allora, dato questo ambiente estremamente tossico, la mia riflessione continua a essere: per quanto tempo ancora riuscirò a tenere aperti i profili social con “la scusa” del lavoro? Per quanto tempo ancora mi farò andare bene “perdere tempo a giocare con l'algoritmo” per far vedere i miei contenuti?
Per chi non lo sapesse, oltre al mio lavoro principale, sto costruendo un brand che si chiama Padri d'Acciaio. Aiuta tutti quegli uomini over 30, che non hanno tanto tempo a causa del lavoro o che hanno una famiglia, a rimettersi in forma.
Pubblico contenuti cada día, ogni giorno, ed entro su TikTok, ad esempio, solo per pubblicare. Ma odio TikTok! Ci vedo il più alto tasso di utenti frustrati o che sono stati soggiogati da questa piattaforma e che agiscono ormai sulla base delle logiche della massa senza pensare e senza uno spirito critico.
Quindi, le strade per me sono due:
1. Decidere di chiudere i profili a partire proprio da quest'ultimo, ricordandomi che la FOMO, la paura di perdermi qualcosa, è una meccanica installata da questi signori che hanno fatto business con queste piattaforme e che guadagnano da quanto la gente sta incollata al social, ma ai cui figli non permettono di toccare neanche da lontano queste tecnologie.
2. Credere così tanto nel mio progetto e nel suo successo sulle ultime due piattaforme in particolare, ovvero TikTok e Instagram, da pagare qualcuno che pubblichi e interagisca totalmente al posto mio.
Trovo poco intelligente la seconda strada perché, in passato, quando avevo l'agenzia di marketing Level, ho fatto l'errore di sovrastrutturarmi, ovvero spendere di più di quanto entrava nell'aspettativa di un successo che poi non è arrivato, anzi che mi ha portato al burnout.
Nel caso della prima strada, invece, mi domando se Facebook, che ti permette di scrivere un po' di più, unito a YouTube, che già uso e che ha delle meccaniche leggermente diverse dai suddetti, possa bastarmi per far conoscere il mio brand e per raggiungere i miei obiettivi.
In questa riflessione, mi piacerebbe avere una vostra opinione in merito, dato che Substack penso sia ancora leggermente più popolata di persone che si distinguono dalla massa e che abbiano uno spirito critico, dato che è un social di lettura.
Quindi, se ti va di aiutarmi, scrivi pure nei commenti una tua opinione a riguardo. E grazie!
Per fare questo post, per la prima volta dopo tanto tempo, ho deciso di scrivere tutto carta e penna su un bloc-notes, come si faceva una volta!! E poi l’ho riportato su Substack… non mi sono accorto che sul tavolino davanti a me c’era una bella pozza di acqua che stava per annullare tutto il mio lavoro! 😅
Ma me la sono cavata copiano da un foglio completamente zuppo hahahah!! Però quanto è bello scrivere su carta… nell’ottica di “rallentare”, credo che inizierò a usare questa tecnica per tutti i prossimi post. ✍️





Ah regà! Solo robba costruttiva però eh… 🤣